Anatocismo bancario, di cosa si tratta?

Nell’ambito di qualsiasi tipo di operazione pecuniaria ed in particolare nelle operazioni di prestito/finanziamento, si parla di anatocismo quando la capitalizzazione degli interessi costituisce un meccanismo illecito che porta alla massimizzazione dei profitti dei creditori, arrecando un danno esclusivo a scapito del debitore.La pratica dell’anatocismo crea le condizioni perfette per l’insorgere di un reato ben più grave: l’usura. Il pericolo per il debitore è costituito dalla sua naturale impossibilità di comprendere appieno le conseguenze disastrose derivanti da tali pratiche. L’anatocismo e la capitalizzazione degli interessi sono quindi un subdolo espediente utilizzato per conseguire guadagni spropositati rispetto al reale capitale investito dal debitore. Se un tempo si trattava di pratiche utilizzate dagli usurai stessi, purtroppo oggi, spesso, sono le stesse banche ad avvalersi dell’anatocismo nel rapporto con i propri clienti. La capitalizzazione dei capitali è illegale, come si evince dall’art. 1283 cc., eppure (nonostante la Suprema Corte di Cassazione abbia più volte ribadito che, trattandosi di una pratica negoziale e non normativa, non è possibile legittimarla) nella prassi bancaria se ne fa uso molto comunemente. Gli interventi attuati fino ad oggi non sono stati sufficienti a debellare questa pratica deprecabile e pericolosa. Per tamponare la situazione prevenendo e reprimendo i comportamenti usurai, nel 199 è stata approvata la L. 108/96 (modificata poi nel corso degli anni), la quale ha posto limiti oggettivi alla misura massima dei costi e degli oneri addebitabili nell’ambito di operazioni quali prestiti e finanziamenti.

Effetti e ripercussioni delle pratiche anatocistiche 

L’anatocismo è la causa principale di fenomeni quali:

  • L’aumento dell’esposizione debitoria e dei saldi a debito del correntista;
  • L’incremento delle commissioni di massimo scoperto;
  • L’applicazione di tassi oltre fido.

Come difendersi?

È importante tenere conto del fatto che le pratiche anatocistiche vengono utilizzate in qualsiasi tipo di rapporto bancario, non solo nei rapporti regolati in conto corrente, ma anche in quelli a rimborso rateale.

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